UDAI - Comunicati e Articoli


Torino, Gay Pride. Italia-Israele denuncia le iniziative di boicottaggio anti-Israele, previste nell'ambito della manifestazione. Il comunicato del presidente Dario Peirone del 4 giugno 2019.

L'Associazione Italia Israele di Torino esprime sconcerto e indignazione per la notizia che il coordinamento Torino Pride organizzerà un incontro, dal titolo "Voci dal movimento LGBTQ+ in Palestina: vivere e lottare tra eterosessismo, apartheid e pinkwashing", di chiara impronta antisionista e collegato al movimento BDS di boicottaggio verso lo stato d’Israele. Le indegne menzogne propagandate da questo movimento lo hanno già fatto condannare in diverse parti del mondo. In Germania, il linguaggio adoperato dagli attivisti del movimento BDS è stato giudicato dal governo tedesco paragonabile a quello utilizzato durante il nazismo nei confronti degli ebrei. L’Associazione Italia Israele appoggia la coraggiosa presa di posizione del neo consigliere regionale Fabrizio Ricca, che ha sottolineato l’incompatibilità tra questa iniziativa e lo spirito che dovrebbe caratterizzare una manifestazione come quella del Gay Pride. Chiediamo al nuovo governo regionale di sostenere la posizione di Ricca negando il patrocinio, ove risulti confermato questo evento di diffusione di odio antiebraico e antisionista.



Ventimiglia. L'Associazione Italia-Israele aderisce all'UDAI.
Dichiarazione di Carlo Benigni, presidente nazionale del 3 giugno 2019.

La presidente di Italia-Israele di Ventimiglia, Mariateresa Anfossi, ha comunicato la decisione dell'Associazione di aderire all'UDAI,   L'Associazione, che dalla fondazione faceva parte della Federazione Associazioni Italia-Israele,svolge da anni un'intensa ed apprezzata attività.  A Mariateresa Anfossi e agli amici di Ventimiglia il nostro benvenuto. Insieme faremo un ottimo lavoro.


Comunicato stampa
30 maggio 2019

SCANDALOSO PATROCINIO DEL COMUNE DI MILANO A UN CONVEGNO CHE INVITA AL BOICOTTAGGIO DI ISRAELE, SULLA BASE DI UN FALSO RAPPORTO, RESPINTO DALL’ONU.
LITTA MODIGNANI (PRO ISRAELE): “IL SINDACO SALA RITIRI SUBITO IL PATROCINIO E RENDA CONTO ALLA CITTA’ DI QUESTA IMPROVVIDA DECISIONE”.

Si terrà sabato pomeriggio, a Milano, un convegno promosso dalle note sigle dei professionisti dell’Odio contro Israele. Nella presentazione, si accusa come al solito Israele di “apartheid” e si invita alla campagna per il “boicottaggio, disinvestimento e sanzioni” (BDS) nei confronti dell’unica democrazia del Medio Oriente.

L’occasione è offerta dalla presentazione del Rapporto ESCWA 2017 - rapporto che è stato a suo tempo RESPINTO dalle Nazioni Unite, che lo hanno SCONFESSATO e poi RIMOSSO dal loro sito ufficiale.

Ciò nonostante, la locandina della manifestazione presenta il logo del Comune di Milano, che in modo irresponsabile sponsorizza e avalla la campagna mistificatoria di boicottaggio e odio nei confronti di israele.

“Si tratta di un episodio inaudito e gravissimo – ha dichiarato al riguardo Alessandro Litta Modignani, presidente dell’Associazione milanese pro Israele – Chiediamo al sindaco Sala di intervenire immediatamente, di ritirare il patrocinio del Comune e di rendere conto all’opinione pubblica del sostegno offerto alla campagna di odio contro Israele, basata per giunta su un documento falso, menzognero, smentito e respinto dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite”.



L'UDAI-Unione di Associazioni pro Israele, a difesa di Radio Radicale.
Un servizio pubblico insostituibile,una voce libera e indipendente da sempre a fianco di Israele. Dichiarazione del presidente nazionale Carlo Benigni.

L'UDAI-Unione di Associazioni pro Israele, è a fianco di Radio Radicale, a rischio di chiusura in seguito alla decisione del Governo di dimezzarne il finanziamento, con la conseguenza di spegnere una voce libera e indipendente.
Radio Radicale svolge un servizio pubblico importantissimo: trasmette in diretta, senza mediazioni o manipolazioni, i dibattiti parlamentari, gli eventi istituzionali, i congressi di partito. La rassegna stampa di Massimo Bordin, il notiziario, le corrispondenze ed i commenti di politica estera, costituiscono uno strumento insostituibile per i cittadini che intendano formarsi un'opinione, e per gli operatori della politica e dell'economia. L'archivio è la memoria storica dell'Italia repubblicana, la sua chiusura sarebbe una perdita irreparabile.
Per l'UDAI c'è un motivo in più per essere a fianco di Radio Radicale: è tra i pochissimi media italiani a fornire un'informazione corretta su Israele.
I dialoghi del venerdì di Massimo Bordin con Fiamma Nirenstein, l'impegno contro l'antisionismo, alibi di un preoccupante, risorgente antisemitismo; la consapevolezza delle minacce allo Stato di Israele, unica democrazia nel Medio Oriente, da parte dei nemici che ne perseguono la distruzione, sono tratti distintivi di Radio Radicale.
L'auspicio dell'UDAI è che il Governo raccolga le sempre più numerose manifestazioni espresse da esponenti di tutte le forze politiche e dalla società civile, e riveda la sua decisione.



Ginevra, 18 marzo 2019.
Manifestazione europea delle Associazioni di Amicizia con Israele, di fronte al Palazzo delle Nazioni, coordinata dall'organizzazione svizzera UNWatch, per denunciare il pregiudizio del Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite contro lo Stato ebraico.

Per l'Italia era presente l'UDAI-Unione di Associazioni pro Israele, insieme ad altre organizzazioni, con circa 100 partecipanti; la manifestazione è stata conclusa dall'intervento del presidente dell'UDAI, Carlo Benigni.

Come è noto, le Nazioni Unite e le organizzazioni ad esse collegate hanno una posizione pregiudizialmente negativa nei confronti di Israele, l'unica democrazia nel Medio Oriente. Il Comitato per i Diritti Umani, di cui fanno parte paesi notoriamente democratici e rispettosi delle donne, delle minoranze e dei diritti civili (tra i quali Cina, Cuba, Pakistan, Eritrea, Congo, Afghanistan, Iraq, Arabia Saudita, Qatar) nella sessione in corso a Ginevra ha posto all'ordine del giorno sette documenti di condanna di Israele per presunte violazioni dei diritti dei palestinesi, a Gaza, in Cisgiordania e sul Golan. Ed una nuova commissione di inchiesta accusa a torto i soldati israeliani di "crimini contro l'umanità", e pretende il loro arresto, per aver difeso le frontiere del loro Stato contro Hamas ed i manifestanti civili strumentalizzati dall'organizzazione terrorista.
UNWatch afferma, a nome di tutte le organizzazioni di amicizia con Israele: "Noi rivendichiamo l'eguaglianza dei diritti per il popolo di Israele. Noi chiediamo all'ONU di porre fine alla discriminazione e all'ingiustizia, contrari ai suoi valori fondamentali, di cui è vittima lo Stato ebraico. Noi esigiamo dall'ONU che cessi di in coraggiare il terrorismo e che operi a favore della pace, della democrazia e dei diritti umani".

Intervento di Carlo Benigni, presidente nazionale dell'UDAI- Unione di Associazioni pro Israele.

Cari amici,

tutto è stato detto, in questa grande manifestazione a carattere europeo.
Ho l'onore di esprimere la voce dell'Italia, accanto a quella di tanti paesi, uniti nella protesta contro inammissibili decisioni del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite contro Israele, l'unica democrazia nel Medio Oriente.

In seno all'ONU e alle organizzazioni ad essa collegate, in tema di Medio Oriente e di diritti dell'uomo gli slogan, le deformazioni, i pregiudizi, le manipolazioni hanno preso il posto della verità. Ignoranza e falsificazione: questi sono i due poli dell'atteggiamento negativo nei confronti di Israele.

Ciò è tanto più grave in quanto in tutto il mondo è in atto una ripresa dell'antisemitismo, e in generale dell'intolleranza. Oggi vi sono dittature, governi sovranisti e democrazie autoritarie che per nascondere i propri fallimenti indirizzano l'opinione pubblica contro presunti nemici interni ed esterni; tra questi lo Stato di Israele, e forse, in futuro, gli ebrei in quanto tali.

La cronaca di questi ultimi anni registra, negli Stati Uniti come in Europa, iniziative violente contro le comunità ebraiche e contro singoli ebrei. Non a caso le Aliyah dai paesi europei sono in forte crescita.Vi è motivo di preoccupazione per l'esplicito antisemitismo del leader laburista britannico Jeremy Corbyn e di candidate del Partito Democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Sappiamo quanto è accaduto in Francia, ma anche in Italia la situazione va peggiorando.

Di inammissibile gravità è l'atteggiamento delle istituzioni internazionali -le Nazioni Unite con i loro organismi, la stessa Unione Europea- che di fatto, oggi come ieri, favoriscono il crescere del pregiudizio e dell'odio contro gli ebrei e il loro Stato. Le loro accuse contro Israele hanno incitato il diffondersi dell'antisemitismo. Come possono condannare Israele, e non i paesi, quali l'Iran, che esplicitamente ne propongono la distruzione? Come possono ignorare la sistematica violazione dei diritti umani da parte di paesi il cui sistema giudiziario prevede la pena di morte e la lapidazione, punisce l'omosessualità, non riconosce i diritti delle donne?

Questo è la realtà che sta dinanzi a noi: l'antisionismo è utilizzato come copertura politica di un nuovo antisemitismo, che torna ad osare a dire il proprio nome.
L'antisionismo è un'ignobile mascheratura di un nuovo, virulento antisemitismo. Per questo motivo chi ha a cuore la verità, chi intende combattere l'odio verso gli ebrei, chi vuole difendere lo Stato degli ebrei, Israele, deve prendere posizione contro le falsificazioni e l'odio di chi infanga la storia e la realtà del popolo ebraico, ed assumere iniziative forti nei rispettivi paesi.
In Italia, questo sarà il nostro impegno.
Grazie.

L'intervento di Carlo Benigni, presidente dell'UDAI



Cliccando qui potete visualizzare il video completo della manifestazione


Immagini dalla manifestazione






Comunicato stampa
14 febbraio 2019
RAI 2, la trasmissione "L'ottavo blog" affidata all'antisemita Sebastiano Caputo
L' UDAI, l’Unione di Associazioni pro Israele, esprime la più viva riprovazione per la nomina di Sebastiano Caputo a conduttore della trasmissione "L'ottavo blog",  in onda su RAI2 dopo il TG
delle 20.30.
Caputo,  classe 1992, ha preso il tesserino di pubblicista nel 2013 scrivendo per "Rinascita", giornale fondato e diretto da Ugo Gaudenzi, in passato leader di estrema destra in "Lotta di Popolo”. "Rinascita" si definisce di sinistra nazionale, ma i suoi contenuti evocano il  nazional-socialismo. ovvero il nazismo.
Caputo è un simpatizzante di Hezbollah, come ha più volte avuto modo di dimostrare apertamente con magliette dell’organizzazione islamista messe in mostra su Facebook ed i suoi reportage di viaggi in Libano. Ha fondato e dirige il giornale online "L'intellettuale dissidente", che propaganda tesi antiisraeliane e antisemite, unite a fantasie complottiste, riunendo il peggio dell’estrema destra e dell’estrema sinistra. In particolare -ed è gravissimo- ricordiamo l'articolo pubblicato il 27 gennaio 2013 su "L’Intellettuale dissidente", di cui è direttore, in occasione della Giornata della Memoria, dal titolo "La Giornata della Cicoria”. L'articolo si conclude così: "Heil Israel!".Un vero sfregio ai milioni di vittime che trovarono la morte nei campi di sterminio nazisti.
Non ci sorprende che Caputo sia stato chiamato a condurre la trasmissione "L'Ottavo blog" da Carlo Freccero, di cui è nota la contiguità con il M5S, forza politica da sempre ostile nei confronti di Israele e del mondo ebraico in generale.
Siamo profondamente feriti dalla questa deriva  del servizio pubblico radio televisivo finanziato con il canone dei cittadini e facciamo appello ai vertici della RAI, agli organi di vigilanza e alle istituzioni, affinché pongano rimedio ad una situazione che offende la storia, la decenza e la convivenza civile.

Carlo Benigni
Presidente nazionale dell'UDAI,
Unione di Associazioni pro Israele


Come rispondere ai pregiudizi contro Israele e il popolo ebraico.
Il prof.Antonio Donno, presidente dell'Associazione Italia-Israele di Lecce, ha predisposto questo testo, che propone efficaci argomenti per contrastare i pregiudizi e luoghi comuni dell'antisemitismo, che oggi si presenta sotto le vesti dell'antisionismo.

“Non sono antisemita, sono antisionista”, mi dice una persona. Gli rispondo: “Ma che cosa significa essere antisionisti, se il sionismo ha già vinto la sua battaglia storica con la fondazione di Israele?”.“Israele dovrebbe accettare la costituzione di uno stato palestinese”, replica. “Ma lei sa quante volte i palestinesi hanno rifiutato una soluzione di questo tipo?”. Silenzio. Il problema è che l’ignoranza della storia del conflitto arabo-israelo-palestinese è così profonda che gli slogan, le deformazioni, i pregiudizi, le manipolazioni hanno preso il posto della verità, spesso anche per comodità di chi non ha argomenti. Ignoranza e falsificazione: questi sono i due poli dell’atteggiamento negativo nei confronti di Israele.
     Il passo successivo di questa negazione è lo spostamento dell’accusa da Israele all’ebreo in sé. La cronaca di questi anni è piena, soprattutto in Europa, di attacchi contro le comunità ebraiche e contro il singolo ebreo. Ma la cosa più grave è l’atteggiamento delle istituzioni internazionali– le Nazioni Unitecon i suoi vari organismi, la stessa Unione Europea – che hanno di fatto, con il loro comportamento, favorito il diffondersi dell’odio contro Israele e gli ebrei. Le loro accuse contro Israele hanno incitato il diffondersi dell’antisemitismo. Questo è il fatto che sta dinanzi a noi: l’antisionismo è utilizzato come copertura politica di una nuova manifestazione di antisemitismo a livello internazionale. Ironia della storia: mentre Israele è divenuto una potenza economica, contribuendo, con le sue innovazioni, allo sviluppo internazionale dell’economia e del benessere, nello stesso tempo è demonizzato dai suoi nemici, che ne vogliono l’eliminazione.
     L’antisionismo è un’ignobile mascheratura di un nuovo virulento antisemitismo. Per questo motivo, chi ha a cuore la verità, chi intende combattere l’odio verso gli ebrei, chi vuole difendere lo stato degli ebrei, Israele, deve prendere posizione contro le falsificazioni e l’odio di chi imbratta la storia e la realtà del popolo ebraico con questo nuovo ripugnante antisemitismo. Soprattutto i giovani hanno un ruolo decisivo nella battaglia contro l’antisemitismo. Benché essi siano oggi immersi in una realtà di falsificazioni quotidiane nei confronti di Israele e del suo popolo, devono avere il coraggio di fare un salto fuori dal clima antisemita.
Come fare? Studiando, leggendo, informandosi: è un’attività molto più faticosa della volgare, banale, sciocca, spesso criminale adesione agli slogan antisemiti che circolano, ma produce la gioia di scoprire la verità e di liberarsi definitivamente dal clima antisemita che appesta oggi anche le scuole e le università. Chi si è avvicinato senza pregiudizi alla storia del popolo ebraico e di Israele ha un tesoro di conoscenze che può e deve trasmettere a chi gli è vicino. L’antisemita trasmette solo ignoranza e odio. La battaglia a favore di Israele è una battaglia di civiltà e di verità.




Due importantissime conferenze internazionali sul pericolo Iran.

La prima si terrà a Varsavia, il 13 e 14 febbraio, organizzata da USA e Polonia; la seconda a Monaco, dal 15 al 17 febbraio. Ad entrambe parteciperanno il premier Netanyahu, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo e ministri degli esteri di molti Paesi. Un'ampia documentazione è disponibile tramite i seguenti link o direttamente su Informazionecorretta.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=73620
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=73621


Articolo
Carlo Benigni, presidente nazionale dell'UDAI, su IC7- Informazionecorretta, Gennaio 2019
Carlo Benigni
Presidente nazionale dell'UDAI

Le miserabili dichiarazioni di Elio Lannutti, indegno del mandato di senatore della Repubblica, sono la punta dell' iceberg di un risorgente e dichiarato antisemitismo in Italia, che ora osa dire esplicitamente il proprio nome.  L'antisemitismo è in crescita in tutta Europa, e molti pensavano che il nostro Paese ne fosse meno coinvolto; le recenti cronache dimostrano che non è così.  Pietre di inciampo distrutte, svastiche sui muri, aggressioni sono segnali di allarme inequivocabili. L'altro ieri Oscar Giannino, a Radio 24, ha citato sondaggi, che i lettori di Informazione Corretta conoscono, bene informati da Manfred Gestenfeld, in base ai quali il pregiudizio degli italiani contro gli ebrei parte dal 10% e talora arriva al 20%: ebrei più fedeli a Israele che all'Italia, padroni della finanza internazionale e dei mezzi di informazione, nuovi nazisti nell'oppressione dei palestinesi.
Il presidente Sergio Mattarella ha pronunciato parole chiarissime, sottolineando "il dovere di ricordare,innanzitutto, ma soprattutto di combattere, senza remore e senza opportunismi, ogni focolaio di odio, di antisemitismo, di razzismo, di negazionismo, ovunque esso si annidi". E ha dato l'allarme sull'aumento dei fenomeni di antisemitismo e razzismo.  " Si tratta, è vero, di minoranze. Ma sono minoranze sempre più allo scoperto, che sfruttano con astuzia i moderni mezzi di comunicazione, che si insinuano velenosamente negli stadi, nelle scuole, nelle situazioni di disagio". Accenti oggettivamente diversi rispetto a quelli dei due partiti attualmente alla guida del Paese.
 
Qual è la politica del Governo rispetto ad Israele?
Qual è la politica del Governo, rispetto ad Israele? Quella di Salvini, che si dice amico dello Stato ebraico, ma è alleato con Marine Le Pen, o quella del M5S,  che con Di Maio si è limitato ad una blanda presa di distanza da Lannutti, anziché espellerlo dal partito? Il M5S delega la gestione della politica estera al sottosegretario Di Stefano, le cui sono note le passate contiguità con esponenti del terrorismo palestinese.  Grillo è da sempre simpatizzante del regime iraniano e ostile a Israele. E nessuno capisce quale sia la strategia dell'Italia, ammesso che ve ne sia una, sullo scenario internazionale. L'Unione Europea rischia la marginalità, nel nuovo contesto multipolare, e l'Italia corre lo stesso rischio, nell'ambito delle istituzioni europee.

I governi autoritari in difficoltà devono indicare un nemico esterno, per sviare il malcontento. Potrebbe anche toccare agli ebrei...
E' un dato di fatto: la Lega e il M5S sono in forte difficoltà nel mantenere le promesse elettorali. Le più autorevoli istituzioni finanziarie, dalla Banca d'Italia alla Banca Centrale Europea, dal FMI all'OCSE, concordano nel prevedere prospettive assai fosche per la nostra economia. Il voto non è più ideologico, ma volatile, come si è visto con il PD di Matteo Renzi, e potrebbe repentinamente penalizzare i due partiti del contratto. Non a caso, in vista delle imminenti elezioni europee, gli attuali governanti, che intendono superare la democrazia rappresentativa e sostituirla con un rapporto diretto tra il leader carismatico e i cittadini, hanno individuato
nemici esterni contro i quali indirizzare il malcontento diffuso: la Francia di Macron, le "élites", le istituzioni europee, la cultura, i migranti, la finanza, la magistratura, la Banca d'Italia, l'INPS, le persone di colore. Ancora un passo, e potrebbe essere la volta degli ebrei. L'Italia ha già sperimentato questo percorso, nella prima metà del novecento. Claudio Vercelli, nel suo eccellente libro "1938-Francamente razzisti", ha messo in luce l'indifferenza di larga parte degli italiani rispetto alle leggi razziali, e le gravi, successive complicità con le deportazioni nei campi di sterminio,   iniziate nel 1943 sotto l'occupazione nazista. Ora è di fondamentale importanza coltivare la memoria storica, soprattutto tra le nuove generazioni.

Israele
Nel più ampio contesto internazionale, diventato multipolare, il premier Netanyahu sta dimostrando, da vero statista,  una straordinaria capacità di ampliare le alleanze di Israele su scala intercontinentale, con Paesi sunniti sino a ieri ostili allo Stato ebraico, a partire dall'Arabia Saudita; con Paesi africani, asiatici e del Sud America. L'Iran ha reso esplicito il progetto di distruggere Israele, sottovalutato a suo tempo dal presidente Obama, e il premier ha ribadito che Israele saprà reagire nel modo più adeguato.  L'Unione Europea è esplicitamente a fianco dell'Iran, ma non conta nulla sugli scenari del Medio Oriente, ed è percepita da Israele come un'istituzione ostile. E in sede UE l'Italia si distingue per il suo silenzio assordante, che avalla la gestione di Federica Mogherini, fortunatamente in scadenza di mandato.
 
L'impegno dell'UDAI- Unione di Associazioni pro Israele
L'impegno dell'UDAI- Unione di Associazioni pro Israele, presente in tutta Italia, è di sviluppare il massimo impegno a sostegno delle ragioni dello Stato ebraico. In particolare,  mantenere viva la memoria storica, soprattutto tra i giovani;  combattere il risorgente antisemitismo, anche quando si nasconde nell'antisionismo; promuovere gli scambi economici e culturali tra i due Paesi, sviluppare il turismo italiano in Israele. Ogni mese le iniziative sono numerose, e riportate sul sito.
Per ogni informazione www.udai.eu.


Comunicato
23 novembre 2018
Comunicato Unione di Associazioni pro Israele sulla manifestazione anti-Israele in programma a Milano domenica 25 novembre.

Carlo Benigni  presidenza.udai@udai.eu

Per domenica 25 novembre, a Milano, è annunciata una manifestazione di odio contro Israele. Tutto questo è intollerabile, e ci auguriamo che il sindaco Beppe Sala prenda immediatamente i provvedimenti che riterrà più opportuni per impedire questa ignobile iniziativa.

Carlo Benigni
presidente nazionale dell'UDAI
Unione di Associazioni pro Israele


Articolo
Carlo Benigni, presidente nazionale dell'UDAI, su IC7- Informazionecorretta, 25 novembre 2018

Viviamo tempi difficili. L'antisemitismo è in crescita in tutta Europa; essendo come tale impresentabile, ora ripiega sull'antisionismo. La situazione è gravissima in Gran Bretagna e in Francia, ma anche in Italia gli atti di intolleranza e di violenza sono in sviluppo. Per di più, uno dei due partiti attualmente al governo nel nostro Paese, il M5S, è su esplicite posizioni anti-israeliane, ed alcuni suoi esponenti hanno precedenti di imbarazzante antisemitismo. La Lega si dichiara amica di Israele. Al momento non è dato di sapere quale delle due linee prevarrà.
In questo contesto si inserisce l'azione dell'UDAI - Unione di Associazioni pro Israele. Costituita nel 2016, coordina le più importanti associazioni Italia-Israele presenti sul territorio nazionale, ed ha tenuto lo scorso 18 ottobre l'annuale congresso, facendomi l'onore di eleggermi alla presidenza.                                                                                                                   Quali i nostri obiettivi strategici? Quello di maggiore attualità è di reagire a fronte di una disinformazione dei media, quasi sempre ispirati da un pregiudizio negativo rispetto allo Stato di Israele. Notizie e commenti sono presentati in modo decontestualizzato, rispetto ai precedenti storici e politici, tranne l'eccezione di alcune testate, tra cui in primis La Stampa di Maurizio Molinari, Il Giornale con Fiamma Nirenstein, Radio Radicale, Il Foglio. L'esempio più attuale ed evidente è il modo in cui sono presentate le vicende di Gaza, come se le ragioni e i torti stessero alla pari tra entrambe le parti. Intendiamo reagire in modo proattivo, attraverso tempestivi interventi sugli organi di informazione e sui social, e iniziative pubbliche.
Più in generale, la missione dell'UDAI, come recita lo Statuto, è di combattere l'antisemitismo e l'antisionismo; promuovere la conoscenza della storia di Israele; promuovere una corretta informazione su Israele, promuovere lo sviluppo di scambi culturali, sociali, economici tra Italia e Israele; promuovere il turismo tra i due Paesi. L'UDAI interloquisce con le Istituzioni (Governo, Parlamento), con l'Ambasciata di Israele e con i media. L'iniziativa più recente: l'altro ieri ha chiesto al sindaco di Milano di prendere posizione in merito alla manifestazione di odio contro lo Stato di Israele, in programma per domenica 25 novembre in piazza San Babila.
Un'importante iniziativa dell'UDAI sarà presentata nel mese di gennaio: la costituzione dell'Associazione "Avvocati per Israele". Svolgerà un'attività di monitoraggio dei comportamenti che configurino reati di diffamazione e/o di istigazione all'odio razziale, e perseguirà i responsabili promuovendo azioni legali in sede penale e civile. Un conto è esprimere libere opinioni critiche, un conto è diffamare o insultare. La Associazione "Avvocati per Israele" potrà avvalersi della collaborazione di avvocati segnalati dalle associazioni UDAI, che svolgeranno un costante monitoraggio sul territorio.
L'UDAI fa parte dell'EAI-European Alliance for Israel, con sede a Zurigo, alla quale aderiscono 25 associazioni nazionali di tutta Europa. Il board è formato da cinque componenti (Italia, Francia, Germania, Norvegia e Romania). L'Italia vi è rappresentata dall'UDAI.
Obiettivo per il quale siamo tutti impegnati è la costituzione di nuove associazioni in tutta Italia; le prospettive sono sin d'ora promettenti, e colgo l'occasione per invitare i lettori di Informazionecorretta che volessero promuoverne una, o essere tenuti al corrente delle nostre attività, a scriverci al nostro indirizzo email. A breve sarà operativo un nostro sito. Per ogni informazione: presidenza.udai@udai.eu 


Lettera
La Stampa, 6 dicembre 2018

L'antisemitismo è in preoccupante crescita in tutta Europa; essendo come tale impresentabile, si presenta con il volto dell'antisionismo, che contesta il diritto di Israele di esistere come Stato. Anche in Italia si registrano con  crescente frequenza iniziative di gruppi estremistici, che paragonano la situazione dei palestinesi a quella degli ebrei sotto il nazismo. Una tesi in linea con le posizioni dell'Iran, il cui leader "moderato" Rohani  ancora nei giorni scorsi ha descritto "l'entità sionista" come un "tumore da estirpare", ribadendo l'intenzione di distruggere lo Stato ebraico in tempi brevi.
Come tutti sanno, Israele è l'unica democrazia nel Medio Oriente, a differenza di gran parte dei regimi dei vicini paesi arabi, che negano i diritti civili, emarginano le donne, perseguitano gli omosessuali e non hanno welfare. Gaza, dove dal 2005 non vi è più un solo israeliano, è gestita da gruppi estremistici, che opprimono la popolazione e destinano gli aiuti finanziari della comunità internazionale per azioni terroristiche contro Israele, lasciando la popolazione in condizioni miserabili. Nella costituzione di Gaza è scritto che l'obiettivo è la distruzione dello Stato ebraico. Per quanto riguarda  Al Fatah, Giudea e Samaria sono governate da una classe dirigente anziana e corrotta, e non vi si tengono elezioni dal 2005.
Spesso l'informazione fornita dalla stampa italiana sul Medio Oriente è  incompleta, se non reticente, e le notizie sono decontestualizzate (si dimentica ad esempio di sottolineare che Israele è l'aggredito e non l'aggressore).. Ugo La Malfa aveva affermato profeticamente che "la libertà dell'Occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme". Non sarebbe opportuna una corretta lettura della storia?

Carlo Benigni, presidente nazionale dell'UDAI









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